QUARANT’ANNI DI TENNIS DA SANTA CROCE

SCRITTI DIRETTAMENTE NELLA STORIA

11 maggio 2019 by in category ITF Under 18 2019, News with 0 and 3
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Migliorarsi, sempre. Il segreto del tennis è semplice: non smettere mai di lavorare provando, giorno dopo giorno, a limare i difetti e consolidare i pregi. Da under 18, ma anche da over 30. I grandi campioni hanno tre obiettivi ben chiari in testa: migliorare, migliorare e migliorare. Mai adagiarsi, mai compiacersi, mai cullarsi sugli allori. La mentalità vincente si
costruisce così, sin da giovani, non accontentandosi mai. Il dritto di Novak Djokovic e il rovescio di Rafael Nadal ne sono la dimostrazione in Terra. Non accontentarsi. Sin da oggi. Sin da giovanissimi. Le qualità mentali si costruiscono ancor prima dell’inizio della carriera professionistica.

Non bisogna mai pensare a quanto sia bello un colpo, bensì a come poterlo ancora migliorare. E ancora. E ancora. E ancora. Il messaggio che deve arrivare a ogni ragazzo è questo. Semplice, chiaro, ma anche forte, potente e incessante.
Dal Tennis Club Santa Croce, che oggi ospita la quarantunesima edizione di uno dei tornei giovanili più importanti e prestigiosi al mondo, sono passati tantissimi giocatori ricchi di talento sopraffino, potenza, forza fisica e mentale, ma solo alcuni sono riusciti a diventare dei campioni affermati di questo sport. Sfatiamo subito un tabù: vincere da juniores non è garanzia di successo, ma certamente aiuta. Tra i duecento tennisti, tra maschile e femminile, che occupano la Top-100 del circuito maggiore, solamente una piccolissima fetta (intorno al 5%) non ha raggiunto risultati ragguardevoli da under 18.

Molti ragazzi, poi, si sono persi, ma chi è giunto nel gotha del tennis ha (quasi) certamente vissuto una buona (se non buonissima) carriera giovanile. Dominic Thiem, Xavier Malisse, Evgeny Kafelnikov, Daria Kasatkina, Belinda Bencic, Anna Kournikova, Johanna Konta. Sono solamente alcuni dei nomi dei vincitori a Santa Croce sull’Arno. Tanti altri tennisti hanno disputato match sfavillanti su questi campi, ma solamente alcuni di loro hanno saputo confermarsi nel tennis dei grandi. Perché hanno saputo investire sul proprio tennis, si sono dedicati anima e corpo a un obiettivo difficile ma straordinario. La bellezza di un torneo giovanile, per gli appassionati che ogni anno riempiono le tribune dell’evento toscano, è saper riconoscere il potenziale campione. Osservare il tennis di questi ragazzi e saper guardare oltre. Notare un dritto al fulmicotone, una volée stoppata millimetrica, ma anche un ace giocato su una palla break o la reazione, positiva o negativa, dopo un errore gratuito. Il campione è nascosto anche nelle sconfitte. Come il talento di Corentin Moutet, francesino minuto dal tennis champagne, che entusiasmò Santa Croce nel 2014 nonostante la sconfitta 6-0 al terzo in semifinale; o il ‘drittone’ di Matteo Berrettini, che si fermò agli ottavi nello stesso anno, o il rovescio a una mano di Stefanos Tsitsipas, che nella stagione successiva fu stoppato in semifinale. Dal 1979 a oggi sono giunti a Santa Croce alcuni dei migliori giovani del panorama internazionale. Sarà così anche per l’edizione numero 41, che vede al via, tra gli altri, lo spagnolo Carlos Alcaraz Garfia, il primo classe 2003 al mondo a vincere un match in un main draw challenger. Nel femminile l’attesa è per la potentissima statunitense Hurricane Tyra Black, accompagnata dalle talentuosissime Helene Pellicano da Malta e Daria Frayman dalla Russia.

Gli italiani sono pronti a dare battaglia dal primo all’ultimo game, incitati e supportati dal correttissimo pubblico di casa. Da Flavio Cobolli a Francesco Passaro, passando per Melania Delai e Federica Sacco. L’emozione sale, i giocatori sono pronti a battagliare, il pubblico è caldo e l’organizzazione come sempre è pronta a costruire una nuova e vincente edizione di uno dei tornei più rinomati del circuito giovanile lavorando minuziosamente su ogni aspetto dell’evento toscano. Vincano i migliori. Migliorino anche i vinti. Si divertano e facciano divertire. Con correttezza. Con grinta. Con talento. Con la voglia di andare oltre alle vittorie e alle sconfitte. Perché il tennis è la disciplina del diavolo ma è anche lo sport più bello del mondo…

Alessandro Nizegorodcew è cresciuto a pane e radio. Dopo gli stage a Radio Rai e RTL 102.5, si occupa di radiocronaca sportiva e conduzione a Nuova Spazio Radio (2006-2011) e in seguito a Radio Manà Manà Sport (2011-2014). Attualmente direttore di Sportface.it, Spaziotennis.com e telecronista per Supertennis Tv, ha lavorato come inviato all’Olimpiade di Londra 2012, Wimbledon, Roland Garros, nei Masters 1000 di Montecarlo, Madrid e Roma, oltre a infiniti challenger e futures. E’ stato ideatore e conduttore di Spazio Tennis, prima e unica trasmissione radiofonica intramente dedicata al tennis italiano andata in onda per 5 anni (2009-2014).

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